Storia del cotone. Alle origini della società globale

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Qual è stato il contributo islamico alla cultura europea? Forse a scuola, qualche paragrafo su qualche manuale c’è. Parlerà di contributi scientifici, filosofici e matematici. Ma è raro trovare una descrizione su quale sia stato il contributo islamico degli arabi nella vita quotidiana europea. 

Ve ne dico uno, tanto per iniziare….

Sto leggendo un (bel) libro: L’impero del cotone di Sven Beckert (Einaudi): Racconta di come la coltivazione del cotone è diventata monopolio europeo dopo millenni in cui dalle nostre parti qualsiasi stoffa si usava, fuorché il cotone appunto. Ci si vestiva in lana, in lino, in seta (i più ricchi che potevano importarla), ma non in cotone. Fino all’IX secolo almeno. Quando la dominazione islamica in Sicilia ha introdotto tecniche di lavorazione di questo materiale. Prima di allora si pensava addirittura che fossero le pecore, all’interno delle piante, a dar vita al cotone. Guardate quanto è buffa questa foto.

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Poi sono arrivati gli Arabi che hanno occupato la Sicilia (827). E tra le altre cose, hanno esportato le tecniche di lavorazione del cotone. Noi europei  nel giro di diversi secoli l’abbiamo resa una prerogativa tutta nostra  tanto che nel 1700 l’Europa ha dato vita a un’embrionale industria globale del cotone che prendeva manodopera in africa, la faceva lavorare in sud america raffinando poi i materiali in Europa per poi venderli in tutto il mondo. Tu chiamala se vuoi globalizzazione.

Ma quale altro contributo hanno dato gli Arabi alla nostra cultura?

L’islam ci ha poi insegnato l’arte della pasta secca divenuta in breve tempo fiore all’occhiello del nostro made in Italy: gli spaghetti. Come racconto nel mio libro Che bontà (Einaudi ragazzi) sono stati gli arabi a insegnarci l’essicazione della pasta che noi prima di loro mangiavamo fresca. Come la lagana romana. La ragione è intuitiva: loro attraversavano il deserto per diverse miglia per raggiungere i mercati: se avessero avuto pasta fresca, sarebbe andata a male. Così ebbero l’idea di farla essicare al sole e poi cuocerla per ore in pentoloni con l’acqua o il latte. Noi abbiamo fatto di meglio: l’abbiamo scottata nei pentoloni appena il tempo per renderla morbida e poi l’abbiamo condita. E’ nata così la pastasciutta 🙂

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E’ sempre grazie agli Arabi se oggi mangiamo il milanesissimo panetùn. Ok, forzo un po’ la mano: ma prima di loro non esisteva la pasticceria moderna, perché lo zucchero non era conosciuto. Sono stati loro Per dolcificare i cibi si usava il miele: ma provate voi a fare il panettone usando il miele invece che lo zucchero. O provate a fare il gelato. Non ci riuscirete!

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Potrei continuare, dicendovi che anche il cannolo, sembra sia un loro lascito. Ma non vi annoio ulteriormente. Dico solo che il multiculturalismo non è un male. Spiegatelo ai tanti che alzano le barricate: e se non lo capiscono, togliete loro magliette in cotone, i cannoli, i panettoni e soprattutto… la pastasciutta:  lo capiranno 😉

 

 

 

 

 

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