Perché parliamo lingue diverse?

language family tree_cropped.jpg

-Papà, perché io e i genitori di Mazim non ci capiamo?

Risposta elementare (ma non risolutiva): – perché siete nati in due paesi diversi

-E perché in quel paese si parla un’altra lingua? Quante sono le lingue del mondo? E perché sono nate?

Ecco una breve spiegazione da dare a bambini curiosi che chiedono perché le lingue sono diverse. Una risposta tra storia dell’arte, letteratura, mitologia, scienza e archeologia.

Per la scienza, i i nostri antenati, Homo, ma non ancora sapiens non erano in grado di formulare frasi. Solo con l’Homo sapiens sapiens, tra Europa e nord Africa, nasce il linguaggio (circa 40 mila anni fa)

Già, ma perché le lingue sono diverse? Per molti aspetti è ancora un mistero, ma ci sono teorie diverse: per alcuni ci fu una protolingua da cui derivarono tutte le altre. Secondo la teoria dei gesti invece il linguaggio umano parlato si sarebbe sviluppato dai gesti  usati per comunicare (che a un certo punto non bastavano più): come gesticolare se le mani sono impegnate con utensili? E come capirsi se nel momento del pericolo la persona con cui si vuole comunicare è appesa a un albero a prendere frutti? Hai voglia a gesticolare! Cooperare era insimma una necessità per sopravvivere. E  non c’era come il comando dato da un leader per dar vita a un gruppo di lavoro e a una risposta corale.

Da qui la necessità delle lingue che in seguito agli spostamenti e alle migrazioni, sarebbero evolute (e sono ancora oggi in continua evoluzione).

Qui una mappa di tutte le lingue

La questione però ha affascinato i popoli, fin dall’antichità. Prova ne è che già la Bibbia, come altri racconti mitologici, ha provato a dare una sua spiegazione. Che, curiosamente è comune in diversi miti: secondo i miti antichi, la lingua è infatti un dono di Dio. Ed è stato proprio Dio (e in altre cultura le divinità) a differenziarle. Così vuole la storia della Torre di Babele nella Genesi  e così suggeriscono altre composizioni mitologiche sumeriche e babilonesi più antiche (L’Epopea di Gilgamesh o La Teodicea babilonese). Tutte dicono grosso modo la stessa cosa: c’era una volta una torre alta, altissima. A costruirla erano stati gli uomini che volevano arrivare fino al cielo. Quando Dio se ne accorse, li punì. Come? Creò scompiglio, differenziò le lingue e nessuno capì più cosa fare. Da allora i popoli non si comprendono più (se non grazie alla traduzione).

L’immagine è suggestiva. Non a caso ha affascinato pittori, poeti, artisti in tutte le epoche. Basti pensare al celebre dipinto di Bruegel il Vecchio, al racconto di Borges, Biblioteca di Babele (1941) o alle più recenti opere digitali di Julee Holcombe (2004) che riproducono in chiave moderna, con grattaceli, la torre di Babele.

torre di babele.jpg
Bruegel il Vecchio, Torre di Babele, 1563
84d69854a77a0008c1667fb452c47180.jpg
Julee Holcombe, Babel Revisited, 2004

Ma cosa c’è di vero nel mito della torre di Babele?

Qualcosa c’è. Una torre infatti fu davvero costruita dai Babilonesi. Era la gigantesca ziqqurat Etemenanki, costruita nel II millennio a.C. e riedificata ai tempi di Nabucodonosor. Con ogni probabilità gli Ebrei, deportati a Babilonia dopo la distruzione di Gerusalemme, la videro e trassero ispirazione per la fortunata immagine biblica.

800px-Etemenanki_drawing.gif
Etemenaki

 

 

 

 

 

Un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...