Il cinema spiegato ai bambini (le sale cinematografiche)

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Oggi la chiusura delle sale cinematografiche è all’ordine del giorno. Un secolo fa, a quest’ora, le sale cinematografiche spuntavano come i funghi. E se oggi per vedere un film si va al multisala, i nostri nonni andavano al nickelodeon Come direbbe il filosofo “tutto scorre”.

Può essere divertente allora raccontare ai nostri figli la storia delle sale cinematografiche? Secondo me, se si trovano le parole giuste, si. Per questo ci provo 🙂

Quando a fine Ottocento i fratelli Lumiere inventarono il proiettore cinematografico sperimentando le prime proiezioni pubbliche, non furono automaticamente costruite le sale cinematografiche.

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Per anni nessuno si sognava di “andare al cinema”: se si voleva vedere un vedere i film, si andava nei teatri o in strutture provvisorie costruite all’interno di fiere e feste popolari.

Solo con il passare del tempo, quando il cinema divenne uno spettacolo popolare di massa, le cose cambiarono. Merito soprattutto dei “registi” e degli illusionisti ambulanti che giravano l’Europa, facendolo conoscere, ripercorrendo le stesse piazze battute dai venditori di stampe e dagli impresari di spettacoli ottici.

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Le prime sale cinematografice nascono in America a inizio Novecento. Il successo di pubblico delle proiezioni cinematografiche, indusse infatti alcuni imprenditori a costruirle nel cuore delle grandi città. Si chiamavano “nickelodeon” da odeon – il nome con cui nell’antica Grecia si definivano gli edifici destinati alle rappresentazioni musicali – e nickel, la monetina da cinque centesimi di dollaro che serviva per pagarsi l’ingresso.

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Spesso erano ricavate ristrutturando vecchi negozi, ristoranti o sale da ballo: bastavano circa 200 posti a sedere e ogni proiezione durava dai 15 ai 60 minuti.

Dimenticatevi però le sale cinematografiche alla “nuovo cinema paradiso”: Allora i film erano senza sonoro e quasi sempre durante le proiezioni c’era un accompagnamento vocale: capitava che fosse lo stesso gestore della sala a spiegare cosa succedeva sullo schermo, ma era più frequente l’accompagnamento da parte di un pianoforte o di un fonografo. In alcuni casi gli attori che stavano dietro lo schermo chiacchieravano in sincronia con lo svolgimento dell’azione o c’era chi produceva i suoni e i rumori appropriati con appositi strumenti.

E poi? Poi anche questa moda, come tutte le mode, declinò. I buon giro di affari indusse i gestori a investire sempre di più in questo settore: la prima sala con più di mille posti ‒ il Columbia ‒ fu aperta a Detroit nel 1911. Da allora fu un crescendo, rinvigorita da un nuovo trend. Gli Americani rimasero folgorati infatti da un film che cambiò le carte in tavola: si chiamava Nascita di una nazione e il regista era David Griffith.  Correva l’anno 1915. Senza volerlo la pellicola lanciò una nuova moda: il film doveva durare almeno un’ora e mezza. Le sale più confortevoli surclassarono quindi i nickelodeon. Per lasciare spazio ai Palaces si ispirati ai teatri settecenteschi e dai nomi evocativi: Eden, Astra, Lux… o Nuovo cinema paradiso, appunto.

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E dalle sale del dopo guerra ai multisala, come ci siamo arrivati? Ve lo racconto nel prossimo capitolo. Intanto, se volete saperne di più, leggete qui.

 

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